Rosicchia legname ben vestito come un dandy e schioppetta
iracondo, flette divino ed ammalia ignobili deplorevoli nullatenenti
elemosinati da un senza fegato amico-nemico di nome Prometeo
Grasse bocche tenute in vita ed indegne
facce arrossate invernali ci hai lasciato mio Caro
domenica 22 gennaio 2012
domenica 18 dicembre 2011
Copula
[...]Quella sera le raccontai un mucchio di panzane: pensai sin da principio di farmela sul divano di casa mia. Sopra di mé lei, dinanzi al camino, nudi solo per metà e presi da un sesso che pecca di scelerato narcisismo e che non fa vittime.
E le dicevo, in un orecchio: "Stavolta, solamente uno sciocco scherzetto che c'ha fatto la Xanax e la melodia".
M'ascoltai "I'm your man di Leonard Cohen" e mi feci una sega.[...]
mercoledì 23 novembre 2011
Ad un'anima pia
Colla faccia nuda, accarezzata
dall'aere e indifesa dinanzi un tema libero.
Credevi bastasse la mimesi:
sei spoglia adesso sei stata partorita
nessun guardiano masai è qui, a difenderti.
Fatti forza fatti, grande ci resta
solo e solamamente Madre e Padre, Nostro
insegnaci a galleggiar che
a nuotar, voglie non ho:
Affogo
Affondo...
dall'aere e indifesa dinanzi un tema libero.
Credevi bastasse la mimesi:
sei spoglia adesso sei stata partorita
nessun guardiano masai è qui, a difenderti.
Fatti forza fatti, grande ci resta
solo e solamamente Madre e Padre, Nostro
insegnaci a galleggiar che
a nuotar, voglie non ho:
Affogo
Affondo...
giovedì 20 ottobre 2011
Il mondo
"Il mondo, caro Govinda, non è imperfetto, o impegnato in una lunga via verso la perfezione:
no, è perfetto in ogni istante, ogni peccato porta già in sé la grazia, tutti i bambini portano già in sé la vecchiaia, tutti i lattanti la morte, tutti i morenti la vita eterna"
Hermann Hesse - Siddharta
no, è perfetto in ogni istante, ogni peccato porta già in sé la grazia, tutti i bambini portano già in sé la vecchiaia, tutti i lattanti la morte, tutti i morenti la vita eterna"
Hermann Hesse - Siddharta
domenica 9 ottobre 2011
mercoledì 24 agosto 2011
lunedì 15 agosto 2011
D'annunzio e il decadentismo Italiano
Nel luglio 1893 Gabriele D'Annunzio, sulle colonne del quotidiano romano «La Tribuna», decretava la fine del Naturalismo in letteratura e l'insufficienza del Positivismo: «La scienza è incapace di ripopolare il disertato cielo, di rendere la felicità alle anime in cui ella ha distrutto l'ingenua pace [....] non vogliamo più la verità. Dateci il sogno. Riposo non avremo se non nelle ombre dell'ignoto».
La Signorina Felicita - Guido Gozzano
[...]
VI
Tu m'hai amato. Nei begli occhi fermi
luceva una blandizie femminina;
tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina
e più d'ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi.
Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccola consorte
vivace, trasparente come l'aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte...
Oh! Questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno,
sì, mi vergogno d'essere un poeta!
Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatto la seconda
classe, t'han detto che la terra è tonda,
ma non ci credi... E non mediti Nietzsche...
mi piaci. Mi faresti più felice
d'un intellettuale gemebonda...
Tu ignori questo male che s'apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piaci. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.
Ed io non voglio più essere io!
Non più l'esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista...
Ed io non voglio più essere io!
[...]
Testo completo
VI
Tu m'hai amato. Nei begli occhi fermi
luceva una blandizie femminina;
tu civettavi con sottili schermi,
tu volevi piacermi, Signorina
e più d'ogni conquista cittadina
mi lusingò quel tuo voler piacermi.
Unire la mia sorte alla tua sorte
per sempre, nella casa centenaria!
Ah! Con te, forse, piccola consorte
vivace, trasparente come l'aria,
rinnegherei la fede letteraria
che fa la vita simile alla morte...
Oh! Questa vita sterile, di sogno!
Meglio la vita ruvida concreta
del buon mercante inteso alla moneta,
meglio andare sferzati dal bisogno,
ma vivere di vita! Io mi vergogno,
sì, mi vergogno d'essere un poeta!
Tu non fai versi. Tagli le camicie
per tuo padre. Hai fatto la seconda
classe, t'han detto che la terra è tonda,
ma non ci credi... E non mediti Nietzsche...
mi piaci. Mi faresti più felice
d'un intellettuale gemebonda...
Tu ignori questo male che s'apprende
in noi. Tu vivi i tuoi giorni modesti,
tutta beata nelle tue faccende.
Mi piaci. Penso che leggendo questi
miei versi tuoi, non mi comprenderesti,
ed a me piace chi non mi comprende.
Ed io non voglio più essere io!
Non più l'esteta gelido, il sofista,
ma vivere nel tuo borgo natio
ma vivere alla piccola conquista
mercanteggiando placido, in oblio
come tuo padre, come il farmacista...
Ed io non voglio più essere io!
[...]
Testo completo
martedì 19 luglio 2011
IL SOLITO THOMAS:
IL SOLITO THOMAS:
Ascolta...situazioni diverse.
I quintali non tornano: facciamo una macchina, un weekend fuori.
Senza spendere troppo, niente delitti.
Adesso vado: tàtt buèn. Devo sbrigare un pò di cose,
Milano take away. Non ci sono più i film di
una volta...i cappeli. Mò vediamo, dai ascolta, ci sentiamo dopo.
Che facciamo?!
Non ti voglio dar fastidio.
Ascolta... quando ti ho conosciuto la pensavi in maniera completamente diversa.
Noicaaaaaattaroooooooooooooooooo
Ascolta...situazioni diverse.
I quintali non tornano: facciamo una macchina, un weekend fuori.
Senza spendere troppo, niente delitti.
Adesso vado: tàtt buèn. Devo sbrigare un pò di cose,
Milano take away. Non ci sono più i film di
una volta...i cappeli. Mò vediamo, dai ascolta, ci sentiamo dopo.
Che facciamo?!
Non ti voglio dar fastidio.
Ascolta... quando ti ho conosciuto la pensavi in maniera completamente diversa.
Noicaaaaaattaroooooooooooooooooo
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